E’ una canzone il cui protagonista è una figura paradossale: “il pigro per antonomasia”. Questa figura si contrappone alla cultura e alla mentalita’ dell’arrivismo e dell’ambizione senza scrupoli. Le persone animate da tale spirito, pur di raggiungere un traguardo di rilievo nel mondo del lavoro, sono disposte a calpestare i colleghi e ad ingraziarsi i superiori con atteggiamenti anche poco dignitosi.
Il paradosso raggiunge il suo culmine quando il protagonista afferma di vivere da parassita rubando il frutto del lavoro dei colleghi. Naturalmente credo che il lavoro, svolto con il massimo impegno e la massima serietà, contribuisca alla realizzazione di un mondo migliore, e contenga anche un elemento di rispetto, nei confronti di chi poi diventa il destinatario finale delle prestazioni realizzate. Non vedo niente di male nel portare avanti una sana ambizione e ritengo anche giusto che l’impegno nel mondo del lavoro debba essere premiato e riconosciuto da chi è posto ai vertici. E’ assai riprovevole,invece, la ricerca spasmodica di voler apparire e mettersi in mostra per raggiungere, magari anche con metodi subdoli, i posti di maggior prestigio.
Queste persone in fondo sono infelici, in quanto pur acquisendo maggior potere e guadagno nella loro azienda, tuttavia rinunciano ad una abbondanza di relazioni autentiche e genuine con i colleghi, nutrimento indispensabile per vivere una vita pienamente umana.
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