E’ già diverso tempo che avverto una strana sensazione, quando mi ritrovo in luoghi pubblici o ad utilizzare mezzi di trasporto pubblici. Le persone presenti  son quasi sempre prese dai propri pensieri e preoccupazioni, a tal punto che diventa quasi impossibile poter sperare in una conversazione casuale. Eppure chi mi conosce, sa bene con quanta naturalezza  diffondo sorrisi  in giro, nel tentativo di creare una sorta di sintonia con qualcuno.

Ma la sensazione più evidente che affiora è una diffusa indifferenza rispetto a ciò  che succede intorno. Non di rado assistiamo ad episodi a dir poco  incresciosi, eppure tutto avviene senza nessuna reazione da parte dei presenti. Come se quell’ingiustizia  attuata o prepotenza perpetrata non suscitasse  nessun risentimento. E’ solo questione di indifferenza o è anche paura? Non lo so! Tutti abbiamo timore di comprometterci e di esprimere apertamente ciò che pensiamo. Magari dentro di noi aspettiamo che inizi un altro a ribellarsi , e nel frattempo restiamo a guardare in attesa che tutto rientri nella normalità,  senza sfociare in situazioni nelle quali saremmo costretti infine ad intervenire, nostro malgrado.

Certo occuparsi dei  fatti personali è molto più semplice  e non richiede nessuno sforzo. Ma è proprio questo l’atteggiamento giusto da avere?
In fondo credo che saremmo più contenti se uscissimo fuori da questo stato di torpore generale , assumendo atteggiamenti più maturi e responsabili e facendo sentire apertamente la nostra opinione quando è necessario.

Ma dove è finito il nostro senso di apparteneza sociale, la nostra coscienza collettiva?