Alle porte del nuovo anno viene spontaneo domandarsi: come sarà il 2014?
Senza cadere in facili ottimismi o catastrofici pessimismi, diciamo subito che sarà come vogliamo noi che sia. D’accordo, la crisi economica si fa sentire e noi famiglie ce ne rendiamo conto giorno per giorno; ma non c’è forse un disagio più profondo di quello che si avverte in superficie? Molte famiglie vivono le difficoltà che ben conosciamo e vorrei ricordare soprattutto quelle famiglie in cui il papà o la mamma hanno perso un lavoro. Sono tante e sono anche più vicine di quanto noi possiamo credere, il più delle volte restano nascoste e vivono nel silenzio il proprio dramma. Ma anche in queste famiglie, non è forse l’isolamento la sofferenza più grande, la carenza o in qualche caso la mancanza assoluta di autentiche relazioni interne ed esterne alla propria famiglia?
Diciamolo chiaramente: il disagio più grave è proprio lo smarrimento di quel senso di fraternità che rappresenta il condimento di tutte le relazioni umane, allora proviamo a riscoprirlo ed impegniamoci a viverlo seriamente. Papa Francesco ha evidenziato appunto questa esigenza nel suo messaggio per la giornata mondiale della pace in programma domani primo gennaio 2014. Infatti, il Santo Padre propone a tutti la via della fraternità per dare un volto più umano al mondo. Per questo motivo, penso che il nuovo anno dipenda principalmente dalla nostra volontà di dare una svolta in questa direzione.
Allora l’augurio più bello che si può fare per il nuovo anno, è quello di poter crescere insieme e creare quella rete di famiglie solidali, dove le persone contano più delle attività e dove veramente i soggetti più deboli (bambini, disabili e anziani) sono al centro di quelle attenzioni e premure che riempiono l’esistenza di senso.
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