E’ da tempo che avevo pensato di scrivere, come già molti hanno fatto,  sulla persona dell’attuale  papa.   L’incontro  con gli immigrati a Lampedusa avvenuto ieri, mi offre  una ghiotta occasione per tradurre il pensiero in azione.

Per il papa gli elogi sovrabbondano e le lodi si moltiplicano per ciò che sta facendo. Ma al di la di questo, che è la naturale conseguenza per uno modo di proporsi totalmente diverso rispetto ai predecessori, ciò che colpisce di più è la sua profonda umanità.

Spesso cadiamo nell’errore  di pensare che la fede in Gesù  Cristo  imponga un distacco dalle miserie umane, e che l’incontro con il Dio nascosto, avvenga isolandosi dal mondo.

Niente di più sbagliato!

Invece è proprio nella piena condivisione con i bisogni dell’altro, in particolare i più deboli, che avviene l’incontro con il vero Dio, il Dio di Gesù di Nazareth!

E’ proprio questo che percepisco nelle azioni di Papa Francesco!

Certo a volte le responsabilità di governo  ai suoi livelli, appaiono montagne insuperabili da scalare , ma quale più grande responsabilità può esistere rispetto al far ritornare un sorriso dove c’è solo dolore o speranza dove c’è solo disperazione?

La situazione degli immigrati non si risolve solo con un semplice atteggiamento di accoglienza, essa infatti richiede un’attenzione politica di grande intensità, ma l’Italia in questo periodo è impegnata a tutelare altri interessi interni,  e quindi non ha nè tempo nè voglia per interessarsi di chi bussa alla punta dello stivale.

Papa Francesco, in ogni caso,  ci ha dato una chiara indicazione sulla direzione da intraprendere,  per un tentativo di risoluzione di questo enorme dramma umano.

Grazie papa Francesco, continua questo cammino di rinnovamento, anche se  ancora lunga è la strada da percorrere.