Tutto è iniziato 33 anni fa circa, a casa di mio cugino Antonio Baglivo che  ascoltava il primo Pino Daniele: Terra mia, Je so pazz.

Fino a quel momento avevo seguito ed ascoltato solo i gruppi melodici del momento: Romans, Collage e soprattuto i Pooh.

Con lui fu  “Tutta nata storia”.

La sua musica  entrò nel sangue ed accese un sound che tutt’ora vive in me.

A distanza di più di trent’anni, non mi sembra sia emerso in Italia altro artista paragonabile per qualità e quantità di produzione musicale.

Perchè mi piacque ? Per tanti motivi. In primo luogo la sua musica era vera espressione della realtà e cultura partenopea. Ascoltate con attenzione Donna Cuncè e vi ritroverete come d’incanto in uno dei vicoli più nascosti di Napoli. Con “Furtunato” vi trovate in un mercatino rionale dove i commercianti gridano e strepitano per vendere i loro prodotti. Gli  esempi potrebbero ancora ripetersi.Insomma una musica che viene dal basso, voce di chi non ha voce e per la società non conta molto. Il secondo motivo, che poi è una naturale conseguenza del primo, è che la sue canzoni contenevano anche un elemento di denuncia sociale e un richiamo alla responsabilità rivolto a chi  è deputato ad amministrare la città e a gestire il pubblico. La musica, in questo caso, diventa anche un veicolo importante  di sensibilizzazione e formazione della coscienza collettiva.

Per me era tutto un mondo ancora inesplorato. Non c’è dubbio che il suo stile mi ha influenzato e ha orientato i miei gusti. A questo proposito vorrei fare una considerazione personale  per rispondere a chi afferma che,  assumere le influenze degli altri artisti denota mancanza di personalità. Non viviamo certo il nostro percorso musicale chiusi perennemente in una cappa di vetro ermetica. E’ naturale che le musiche che ascoltiamo in qualche modo ci influenzano, soprattuto quelle con le quali entriamo naturalmente in sintonia. Questo comunque non significa che manchiamo di personalità, a meno che non si metta in atto uno spudorato piano di emulazione.  La cultura, i sentimenti e l’esperienza che esprimiamo nelle composizioni sono sempre frutto di elaborazione personale.

Lo stile personale poi, lo si realizza gradualmente, eliminando le scorie esterne, e facendo emergere pian piano nella sua purezza il carattere distintivo.

Prima parlavo di sound che tutt’ora vive in me. E’ vero, quest’anima blues in qualche modo mi ha preso e si denota in alcune mie canzoni! Certo non  ai livelli di Pino Daniele, ma se un giorno, chissà (è uno dei miei sogni) potessi cantare con lui forse ruscirei ad esprimerla fino in fondo.

Grazie Pino!

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