Quest’anno spiacevolissima sorpresa per noi operatori musicali, iscritti alla Siae nella sezione musica, qualifica compositori! Aumento della quota da euro 81,00 a euro 151,81.

Cosa possa aver determinato un così sensibile aumento della quota 2013, non si riesce a comprendere.

A questo punto qualche riflessione mi sembra a dir poco doverosa.

La prima che mi viene in mente, in qualità di iscritto da circa 30 anni (scusate se è poco) è la seguente: Ma quale servizio la Siae ci offre per poter esigere una tale quota di iscrizione annua? E poi, non sarebbe più giusto aumentare la percentuale di trattenute sui diritti di autore spettanti , piuttosto che penalizzare gil iscritti che non maturano nessun diritto nel corso di un semestre?

Insomma, senza entrare nel merito della scelta, che comunque è iniqua, la cifra richiesta è assolutamente spropositata rispetto ai servizi  offerti.

Ho letto sul qualche post in giro per il web, che qualcuno pensa di iscriversi presso altri Istituti in altri paesi europei, tipo Spagna o Inghilterra, ove gli oneri a carico degli iscritti sono meno gravosi.

Ma io mi chiedo poi, una volta cancellati dal registro della Siae, come si può fare a percepire i diritti sulle opere, dal momento che in Italia, in occasione degli spettacoli musicali di qualunque genere, si compila solo il cosiddetto borderò o meglio programma musicale? A questo punto, credo, dovrebbe esistere anche un modulo degli altri Istituti per la tutela dei diritti di autore, o no? Correggetemi se sbaglio!

Mi piacerebbe sentire qualche opinione in merito.

Infine, un ultima considerazione.

La Siae non ha proprio nessun riguardo nei confronti dei propri iscritti!

Infatti, la lettera che accompagna il bollettino di pagamento, è molto formale e impersonale. Addirittura alla fine intimidatoria.

Ma insomma, 30 anni di iscrizione e di fedeltà non significano proprio niente?

 

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