A vita è ‘nu muorzo ca niscuno te fà dà’ ‘ncoppa a chello ca tene.

Questa frase di Pino Daniele, tratta dalla canzone “Viento ‘e terra”, è tutto un programma.

Essa così plasticamente e sinteticamente definisce un modo di essere che forse appartiene a tutti, nessuno escluso.

Se pensiamo poi all’attuale panorama politico italiano e alle relazioni nella nostra società, allora appare ancora più chiaro  il suo significato.  Ho l’impressione, infatti,  che ormai la condivisione dei beni e delle idee sia sempre più rara e che,  in questa società sorretta da una cultura concorrenziale, l’unica condivisione, se di condivisione si può parlare,  resti quella virtuale dei social network.

E’ sempre più difficile trovare un proprio spazio di realizzazione, e chi ha raggiunto tale obiettivo, non si pone il problema di aiutare coloro che sono alla ricerca di una prima collocazione. Questo naturalmente succede in tutti gli ambienti, in particolare in quello artistico.

Raramente qualche personaggio, ormai pago del successo raggiunto, promuove iniziative volte a favorire le nuove proposte, lasciandosi ispirare da una positiva solidarietà professionale. Assecondando questa cultura esclusivista, alla fine si muore per asfissia, annegando nel proprio egoismo.

Sarebbe bello invece mettere a disposizione il proprio talento, e perché no, anche le proprie risorse economiche, per aiutare concretamente chi si affaccia per la prima volta sul mondo del lavoro.

Allora sì, che la vita si trasformerebbe in una dolcissima torta,  fruibile per molti e non solo per pochi privilegiati.

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