Grande entusiasmo quest’anno per la manifestazione Baronissi  jazz, ormai arrivata alla sua diciassettesima edizione. Una ventata di benefica aria musicale in un periodo un pò buio per il nostro paese.

La prima serata ha visto l’esibizione del talentuoso  pianista Stefano Bollani, eccezionale e poliedrico artista che  sicuramente non avrà deluso le aspettative, ma sul quale non posso diffondermi in quanto, ahimè ,  non ero presente allo spettacolo.

Nella seconda serata si sono proposti nove gruppi jazz, provenienti da tutta Italia. Buonissima musica tutta da gustare in tranquillità in una notte fresca  di inizio estate.

Il concorso ha premiato il gruppo Urban Fabula, di origine siciliana, composto da un eccellente pianista, un raffinato contrabbassista ed un esuberante batterista.

Il pianista Seby Burgio, sparava note a ripetizione sulla tastiera che sembrava una mitragliatrice, ma a tratti improvvisamente riposava succhiando dai tasti un sound di grande trasporto e atmosfera. Che bello ascoltarli! Esibizione frizzante mai scontata e banale.

Davvero si può affermare che il jazz ha tante vite e che le strade per esprimersi sono ancora infinite. Forza ragazzi continuate così e non fermatevi! Grazie.

Ma questa serata ha riservato un’altra fantastica sorpresa! Un pezzo blues finale, suonato da elementi di ogni gruppo e, ciliegina sulla torta, alla batteria Tommy Emmanuel, straordinario artista la cui personale esibizione è prevista per la terza ed ultima serata del festival Baronissi jazz.

Nell’ ultima serata, infatti, si  è assistito ad uno spettacolo a dir poco straordianario!

Tommy Emanuel si è esibito sul palco dell’anfiteatro comunale di Baronissi ,davanti ad una numerosissima platea.

A dire la verità, abbiamo assistito soltanto alla parte finale della sua performance, l’ultima mezzora. Ma ciò è bastato per capire quale pasta di artista avevamo difronte. Un chitarrista acustico eccezionale, capace di suonare contemporaneamente la linea di basso, la ritmica della chitarra e come se non bastasse, le percussioni, utilizzando sempre la stessa chitarra.  Incredibile, infatti, è stato il passaggio percussivo con la chitarra battente   suonata in ogni parte e angolo, al fine di ottenere un suono diverso a seconda del posto in cui martellava.

La sua esibizione è terminata con 2 brani melodici, suonati con singolare maestria ed infinita dolcezza.

Grazie mille per la splendida serata Tommy Emmanuel, e grazie a Baronissi jazz, arrivederci al prossimo appuntamento nel 2014.

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